Regione Piemonte

Municipio | Incisa Scapaccino

Indirizzo: Piazza Ferraro, 13, 14045 Incisa Scapaccino AT, Italia
Tel: 0141 74040
Fax: 0141 74661
Email: ufficiosegreteria@comune.incisascapaccino.at.it

Stato: Italia

Regione: Piemonte

Provincia: Asti

Sindaco: Matteo Massimelli

Coordinate: Lat. 44° 48′ 32′′ N | Long. 8° 22′ 37′′ E

Altitudine: 131 m s.l.m.

Superficie: 20,70 km²

Abitanti: 2208 (dato ISTAT aggiornato al 01/01/2018)

Densità: 106,65 ab./km²

Frazioni: Borgo Villa, Borgo Ghiare, Borgo Impero, Collina, Borgo Madonna, Briccomonte-Stazione

Comuni confinanti: Bergamasco (provincia di Alessandria), Castelnuovo Belbo, Cortiglione, Masio (provincia di Alessandria), Nizza Monferrato, Oviglio (provincia di Alessandria), Vaglio Serra

CAP: 14045

Prefisso telefonico: 0141

Codice ISTAT: 005058

Codice catasto: E295 

Classificazione sismica: zona 4 (sismicità molto bassa)

Classificazione climatica: zona E, 2518 Gradi-giorno

Nome abitanti: incisiani

Santo patrono: San Feliciano | 8 giugno

Distanza da Asti: 26 km

Guida turistica di Incisa Scapaccino
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NUMERI UTILI E DI EMERGENZA
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PRESENTAZIONE

Il paese, originariamente noto col nome di Incisa Belbo, è stato ribattezzato nel 1928 in onore del nativo Giovanni Battista Scapaccino, prima medaglia al merito militare del corpo dei carabinieri.

Il comune è un luogo tranquillo e accogliente dove i turisti possono godere della dolcezza del paesaggio, della bontà dei prodotti tipici (famoso è il "cardo Gobbo") e della bellezza del patrimonio artistico.

L’agricoltura è il perno dell’economia locale ma anche gli artigiani locali, abili nella lavorazione del ferro, del legno e del vetro.
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STORIA

La storia di Incisa è millenaria in quanto i primi documenti che citano Incisa risalgono alla seconda metà del X Secolo.

Nel periodo mediovale fu sede del Marchesato più potente del territorio fino al congiungimento con il regno di Sardegna sul finire del XVII secolo.

Da allora in avanti la storia di Incisa coincide con la storia del Regno di Sardegna prima e dell'Italia unitaria poi.

Le origini d'Incisa, del marchesato di Incisa e dei paesi limitrofi

La prima menzione storica d' Incisa è contenuta nell'atto notarile di compravendita di un vigneto in Montaldo (Scarampi) rogato il 27 dicembre 984: all'atto partecipava in funzione di teste un Liuterius filius quondam Uuidoni de loco Incisa. 

L'atto succitato è molto tardo rispetto all'ipotesi che vorrebbe collocare la fondazione d' Incisa in età tardo-antica, supposizione, per altro, sorretta da valide argomentazioni quali la tradizione di una sua remota origine , il rinvenimento di reperti di età romana, l'essere stata Incisa sede di una tra le più antiche pievi della Diocesi di Acqui, nonché la stessa etimologia del nome di palese derivazione dal verbo incidere o da intercidere qualora fosse provata la più antica denominazione di Intercisa proposta da Jacopo Durandi (Il Piemonte cispadano antico, Torino 1774, p.209; M.P. PAVESE, Territorio, diritto e organizzazione fondiaria nella valle del Belbo in età romana, Città di Canelli 2000, pp.35-37; M.PASQUA, Incisa, storia di un toponimo in "rivista di storia arte archeologia per le province di Alessandria e Asti", IC (1990), pp. 157-163). 

Premesso che una consolidata tradizione, come si è accennato, vuole che ad Incisa sia stata fondata una pieve fin dal tempo della prima evangelizzazione delle campagne, pare legittimo ipotizzare che il primo locus Incisae fosse ubicato presso la chiesa battesimale nella pianura tra il Belbo ed il colle del Castellaro, regione tuttora indicata nella toponomastica locale con il microtoponimo di Pieve o di Santa Croce, ove sono avvenuti ritrovamenti archeologici verosimilmente di età tardo-antica.
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PALAZZO COMUNALE

La sede comunale è stata trasferita a Palazzo Serbelloni Busca, in zona Borgo Ghiare, dopo esser stata per lungo tempo in zona Borgo Villa.